Per chi non è un espertone in materia di apparecchi digitali ad uso amatoriale o sportivo-agonistico non sarà facile distinguere fra activity tracker, smartwatch e cardiofrequenzimetro. Tutti e tre possono essere indossati al polso, come degli orologi ed hanno anche delle funzioni in comune, ma non sono assolutamente sovrapponibili. In cosa si assomigliano e, nel contempo, si differenziano questi dispositivi? Partiamo dall’enumerare le cose in comune. Sono tutti e tre dispositivi a bracciale che sono in grado di registrare e monitorare attività fisiche connesse allo sport e alla salute. Mentre lo smartwatch è una variante dell’orologio in chiave sportiva e digitale, non necessariamente riconducibile a questo genere di misurazioni specifiche e settoriali, per quanto gli odierni smartwatch abbiano funzioni ‘clonate’ dai fitness tracker, questi ultimi consentono una lettura più approssimativa della frequenza cardiaca, che viene calcolata in misura precisa in fase di riposo, mentre ne deriva una stima più sommaria e imprecisa in fase di moto e allenamento, per quanto resti un dato utile ad integrare un quadro di statistiche e parametri corporei più generalizzato.

Per avere un quadro focalizzato sull’intensità della frequenza cardiaca occorre dotarsi di un cardiofrequenzimetro, l’apparecchio dedicato che è quello deputato più di ogni altro a monitorare il battito cardiaco durante gli allenamenti e le competizioni sportive, mettendo questo dato in relazione con molti altri parametri soggettivi attinenti alla salute. In questo possiamo riconoscere ai cardiofrequenzimetri anche funzioni di fitness tracker, sebbene più mirati. In tutti e tre i casi non bisogna sottovalutare le potenzialità del proprio smartphone che spesso include funzionalità equiparabili a quelle della suddetta terna di dispositivi.

Ci riferiamo a funzioni base, come il contapassi e la misurazione del battito cardiaco che risultano integrati negli smartphone di nuova generazione, ma si tratta in ogni caso di opzioni marginali che non eguagliano le prestazioni professionali dei device dedicati. Niente a che vedere con i migliori activity tracker chiamati a tracciare e calcolare dati di massima precisione mediante la propria sensoristica avanzata e tecnologica. Una volta captati dal dispositivo, i valori grezzi vengono in alcuni casi filtrati dal firmware dello stesso tracker o, in alternativa, raffinati al pc.